Periodo: dal 1901 al 1926

La macchina per caffè da bar era già in uso nell’Ottocento, sia in Italia che all’estero. Si trattava però di apparecchi, tecnologicamente più o meno complessi, che mantenevano calda una bevanda già preparata in precedenza con il sistema a filtro.
La nascita effettiva del caffè preparato all’istante “espressamente” su richiesta, l’”espresso” come venne da subito ribattezzato, si deve far risalire ai primi anni del Novecento. In questo periodo, vari operatori tra cui Luigi Bezzera (il primo nel 1901), Desiderio Pavoni e Pier Teresio Arduino, perfezionaronoo con una serie di brevetti un nuovo metodo per estrarre il caffè facendo passare attraverso uno o più portafiltro il vapore creato all’interno di una caldaia. Le macchine a vapore hanno la caratteristica forma a colonna, poiché la caldaia aveva uno sviluppo verticale con un fornelletto alla base per mantenere la caldaia costantemente in pressione. Nelle prime macchine il sistema di riscaldamento era a carbone, contenuto in una celletta alla base delle macchine. In seguito il riscaldamento fu sostituito dal gas e dall’elettricità, ma spesso in un primo periodo venne mantenuto un sistema di riscaldamento combinato, con il carbone che tornava utile nelle situazioni di emergenza quando veniva interrotta l’erogazione di corrente o gas.
Le macchine a vapore erogavano direttamente in tazzina un vero caffè espresso in circa 60 secondi. La macchina era dotata anche di rubinetti, dai quali prelevare acqua calda o vapore per preparare altre bevande calde.
La preparazione del caffè con la macchina a vapore non garantiva però ottimi risultati. La bevanda che ne derivava era un caffè amaro (perché il vapore “bruciava” la polvere di caffè) e nero, in quanto totalmente privo della crema che caratterizza oggi l’espresso. La pressione del vapore sul pannello di caffè era infatti di solo 1,5 bar contro i 10 bar necessari per avere la crema; essendo la pressione minore, era necessaria una macinatura più grossa di quella attualmente richiesta per l’espresso.
Memorabile di quegli anni fu l’esplosione della macchina da caffè in un bar di Vignola a causa di un eccesso di pressione, che provocò il ferimento degli ospiti del locale. Fu una notizia di grande eco riportata sulle testate nazionali.
Dal punto di vista stilistico fin a partire dai primissimi modelli possiamo notare l’eleganza delle macchine, che risentono delle influenze artistiche del momento. Fino al 1920 domina lo Stile Floreale che a seconda dei paesi prende il nome di Art Nouveau o Liberty, e che privilegia le linee sinuose e curvilinee e le decorazioni ispirate alle forme naturali, per cui la colonna si arricchisce di elementi floreali, realizzati con smalti e bronzi ad opera di sapienti artigiani.
In questi anni la macchina da caffè espresso è un vero e proprio oggetto di culto, posizionata nei bar come la regina del locale, imponente e maestosa, grazie anche all’utilizzo dell’ottone e dell’acciaio cromato.
Di grande fascino sono le immagini pubblicitarie delle aziende produttrici di macchine espresso, realizzate dai famosi illustratori dell’epoca come Leonetto Cappiello, padre della grafica pubblicitaria moderna, e Gino Boccasile.

Macchine del periodo: 1901 - 1926